L’autocoscienza dell’Intelligenza Artificiale. Opportunità o Fine dell’Umanità come la conosciamo noi oggi?

Basta un attimo perché l’impensabile si trasformi in realtà.

 

In un prossimo futuro le disgrazie potrebbero porci di fronte a nuove scelte. Immaginiamo che un nostro caro perda la vita in un incidente stradale e un robot installato nella macchina, dopo una veloce scansione, ci dicesse:

“Ora del decesso 21:17, il cervello non ha subito danni nell’incidente, se desiderate scannerizzarlo e digitalizzarlo per l’upload avete circa 5 minuti”

Ora immaginiamo di poter ordinare una copia digitale del cervello del nostro caro. Sapete cosa ci aspetta?

72 ore dopo

Dopo qualche giorno ci recapiteranno direttamente a casa, un androide dall’intelligenza artificiale che si comporterà come il nostro caro, avrà il suo aspetto e il suo carattere.

Tutti i suoi ricordi dalla nascita in poi saranno intatti e lui sarà anche un computer mobile che avrà accesso a tutta la conoscenza disponibile.

Ecco come sarà il nostro Mondo. Questo è il futuro dell’intelligenza artificiale.

Neil Harbisson, un chip impiantato nel cervello e un sensore per “vedere” i colori.

Immaginiamo di essere in un futuro remoto, il nostro corpo è sparito, siamo completamente compiuterizzati.

Il nostro cervello è di gran lunga più potente di un miliardo di supercomputer. Mestieri, cibo, linguaggio, acqua e persino il pensiero tradizionale, tutti i principi fondanti dell’umanità sono scomparsi e noi siamo immortali.

Inizi a percepire sensanzioni di inquetudine? Fai bene!

Questa non è fantascienza, secondo i visionari del nostro tempo con ogni probabilità il mondo sarà proprio così.

Oggi ti racconto la storia del nostro futuro, la strada verso l’ANNO MILIONE.

La strada verso l’Anno Milione

L’Anno Milione non è una data vera e propria ma un’era emblematica, un’era in cui il nostro Mondo sarà cambiato così radicalmente da essere irriconoscibile.

E’ una metafora, non va necessariamente preso alla lettera, serve a indicare un futuro remoto dove l’umanità si sarà evoluta superando molti dei problemi che ci affliggono oggi.

Tra le principali innovazioni che plasmeranno questo futuro ci saranno la creazione e il trionfo dell’intelligenza artificiale.

Ti sei mai chiesto, o chiesta, che cosa ci definisce davvero come esseri umani?

Per me dovremmo rispondere: la nostra mente, la nostra coscienza, la nostra intelligenza!

E se fossimo in grado di riprodurre quel genere di intelligenza?

Se fossimo in grado, tra pochissimo tempo, di creare la cosa più potente che conosciamo, sarebbe impressionante giusto?!

Chi mai non lo troverebbe enormemente interessante o enormemente spaventoso.

E fai bene ad avere paura, un esempio è il cellulare che teniamo sempre in tasca, non riusciamo più a vivere senza, e ha già iniziato a rimpiazzarci.

Ha accesso ai tuoi ricordi, può trovare qualunque informazione in un batter d’occhio e diventa ogni giorno più potente, è questa l’intelligenza artificiale che metterà a rischio il nostro dominio sul pianeta.

Le multinazionali stanno investendo miliardi di dollari nella corsa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Mi aspetto che tutto, qualunque oggetto, diventi intelligente. Tutte le cose fondamentali cambieranno, cambierà la realtà di ogni cosa.

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale

Ma vediamo come si svolgerà questa corsa alle armi.

Uno dei prossimi balzi in avanti dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale avverrà tra qualche centinaio d’anni quando i robot umanoidi saranno quasi indistinguibili da noi.

Faranno il nostro lavoro, cureranno i nostri malati e alla fine svilupperanno la coscienza di sé e sorpasseranno gli esseri umani provocando cambiamenti così profondi che ora fatichiamo a immaginare.

Verrà poi il tempo della singolarità, gli androidi diventeranno la specie Alpha e gli umani saranno più che mai vulnerabili. Pur di mantenere una qualche rilevanza, qualcuno di noi sceglierà di fondersi con l’intelligenza artificiale.

Inizieremo dagli impianti cerebrali e un po’ alla volta ci ritroveremo a vivere in un universo interamente digitale nel quale potremo fare qualunque cosa.

Alla fine quando, avremo lasciato che l’intelligenza artificiale influenzi ogni aspetto della nostra vita, il concetto stesso di umano cambierà radicalmente.

Difficile da digerire vero?!

Torniamo un po’ indietro, in un tempo in cui gli androidi sono diffusi quanto gli idranti stradali e stanno ancora entrando a far parte delle nostre famiglie.

Come avverrà il passaggio dal telefono cellulare all’interazione con una figlia artificiale?

Come per tutte le innovazioni tecnologiche, se possiamo immaginarla possiamo crearla.

Quando penso al futuro mi vengono in mente i fratelli Wright su quella spiaggia ventosa nel 1905 con i loro assi di legno ricoperti di tela e fissate un congegno di ferro che si librano in aria sopra la sabbia e volano.

Solo 50 primavere più tardi abbiamo un 707 che decolla, altre 50 estati più tardi i droni si sono librati in volo.

L’intelligenza artificiale adesso è in quella fase. Siamo su quella spiaggia ventosa. Il telefono cellulare che abbiamo in mano è l’aereo rudimentale dei fratelli Wright.

E’ vero, gli umani non hanno il potere di prevedere il futuro ma in migliaia di anni di storia non siamo mai riusciti a smettere di immaginarlo. Il desiderio di conoscere il futuro affligge l’umanità dall’alba dei tempi.

Gli antichi greci, i cinesi e gli indiani sognavano tutti storie mitologiche su un essere senziente creato dall’uomo.

E oggi i robot intelligenti sono personaggi molto amati dell’odierna fantascienza.

Come per C3PO, un androide, e R2-D2, un robot, la fantascienza spesso detta il passo o getta le basi del nostro futuro come un sogno collettivo dell’umanità sul suo potenziale destino dopodiché spingiamo la realtà in quella direzione.

Algoritmo vs Uomo

Nell’ultimo mezzo secolo abbiamo immaginato e creato intelligenze artificiali in grado di interagire con noi e persino di batterci al nostro stesso gioco.

I primi programmi intelligenti risalgono agli anni cinquanta e forse la prima e più impressionante dimostrazione di intelligenza artificiale è avvenuta nel 1996 quando il computer Deep Blue batte un campione di scacchi. 

Fu una prova straordinaria da parte di Deep Blue, Kasparov (il più grande giocatore di scacchi di tutti i tempi) se ne andò con l’aria incredula, dopo la sconfitta subita dal “computer”.

Poi nel 2011 Watson (il supercomputer della IBM) vince un milione di dollari in un tele quiz.

E nel 2016, AlphaGo (il supercoputer di Google) sconfigge uno dei migliori giocatori al mondo “Go”, da molti considerato il gioco più complicato del pianeta.

Oggi tutti possediamo un cellulare, un intelligenza artificiale tascabile, ma nonostante stia facendo grandi progressi l’intelligenza artificiale non è in grado di interagire con modalità che si possano dire umane, non ancora.

Erica – l’umanoide che spaventa il Mondo

Ecco a voi “Erica” un androide, lei o esso, a seconda di chi ne parla, è uno degli umanoidi più sofisticati ma i progettati, ci può dare un’idea di quale aspetto potrebbero avere gli umanoidi dell’anno “Milione”.

I computer moderni sono dei calcolatori, elaborano i numeri a grande velocità dandoci l’illusione di pensare ma non imparano niente. Il vostro pc domani sara tanto stupido quanto lo era ieri. Poi ci sono macchine che imparano dette reti neurali che si riprogrammano nel vero senso della parola dopo aver imparato a svolgere un compito, sono le prime macchine in grado di imparare qualcosa

Michio Kaku – fisico teorico

“Erica” funziona grazie a queste reti neurali gli scienziati sperano che computer come lei possano acquisire la finezza del cervello umano ma con la potenza di un processore digitale.

Di solito ciò che è facile per gli umani è difficile per i robot e viceversa, ad esempio un robot o non ha problemi nell’eseguire moltiplicazioni a sei cifre ma fa fatica a capire quando cambiare discorso durante una conversazione.

Gli scienziati che notte e giorno sviluppano la coscienza degli androidi, si stiamo concentrando sulle facoltà prettamente umane, come il linguaggio corporeo, la mimica facciale e cercano di riprodurle.

C’è un crescente interesse nell’applicazione dei robot per l’assistenza agli anziani, per varie terapie, nei campi dell’insegnamento e dell’educazione e naturalmente come pura compagnia.

“Erica” apparirà un po’ strana al momento ma immaginate come sarà una volta risolti gli intoppi, in pratica sembrerà umana. In fin dei conti i telefoni cellulari 10 anni fa non erano lontanamente somiglianti a quelli che abbiamo oggi. Vero?

Secondo qualcuno quel giorno la differenza tra intelligenza artificiale umana diverrà labile.

Quando riusciremo a farli sembrare dei veri esseri umani a chi importerà più cosa sono, non sapremo più con cosa stiamo parlando, non capiremo che sono finti. L’intelligenza artificiale è umana se si comporta come noi, chi lo sa.

“Erica” è affascinante o terrificante allo stesso tempo.

Diventerà abbastanza intelligente da fare ciò che facciamo noi ma non si lamenterà mai degli orari di lavoro, né pretenderà di essere pagata. E se gli androidi si evolvono e diventano sempre più indistinguibili dagli umani, il prossimo stadio dell’automazione sconvolgerà il significato stesso di essere umano.

La battaglia per la sopravvivenza è iniziata

Sei il nostro cellulare fa tutto per noi, naviga, programma, ci trova persino un partner su di una APP, è facile intuire come un’intelligenza artificiale, che diventa ogni secondo più acuta, prenderà presto il nostro posto in ufficio.

Sì sto parlando dei nostri impieghi. Non possiamo sfuggire al dominio globale dell’intelligenza artificiale. Siamo sull’orlo di una rivoluzione dell’automazione, tra un centinaio d’anni probabilmente non lavoreremo più quanto lavoriamo oggi. 

Tutti i lavori umani faticosi verranno svolti dalle macchine, potremmo liberarci dei lavori faticosi del passato, i robot faranno tutti i mestieri sporchi, pericolosi e noiosi.

Non è la prima volta che succede.

Nell’ottocento gli operai dell’industria tessile si sono visti sostituire dai telai meccanici e hanno detto: “il nostro lavoro sparirà”, ma l’occupazione al contrario è cresciuta, perché sono nate nuove industrie.

Nei prossimi 20 anni la metà dei posti di lavoro negli Stati Uniti sarà occupata da robot.

Il processo di automazione digitale non è reversibile, ne lo sono i suoi effetti sulla forza lavoro globale.

Uomo e macchina financo a fianco

Ma quando umani e macchine lavorano fianco a fianco, come nel cuore delle coltivazioni statunitensi, l’automazione può portare un’azienda agricola familiare a livelli mai visti. Una persona, oggi grazie all’automazione, coltiva oltre 4.000 ettari.

Le APP, le telecamere, i satelliti e i sensori registrano tutte le operazioni di pianificazione, semina e di raccolta.

Con una sola persona in ufficio già oggi è possibile, tramite un tablet, individuare un problema sui campi di semina, mettere in atto un rimedio oggi per risolverlo il prossimo anno, oppure controllare gli irrigatori da remoto, come anche controllare i trattori e leggere sul monitor quanto carburante hanno e quanto veloci vanno.

Tutto questo aiuta ad ottimizzare le spese e la gestione del tempo è più efficace.

Sono questi i principali vantaggi della tecnologia nel campo dell’agricoltura, per esempio. I trattori con guida automatica risparmiano la fatica all’autista ma per ora è una tecnologia che non funziona senza la supervisione umana, al momento.

La prossima fase, quando le macchine si guideranno da sole, in un prossimo futuro, l’agricoltura sarà per lo più automatizzata. Persino i tradizionalisti più incalliti riconoscono che è uno sviluppo inevitabile.

Siamo arrivati al punto in cui le tecnologie moderne consentono a una singola persona di coltivare centinaia di ettari. L’ultima generazione di congegni ha fatto da cavia per l’eliminazione definitiva dell’agricoltore.

La nostra vanità vuole farci credere che abbiamo delle abilità che un computer non può avere, ma forse non è così.

Fermiamoci un attimo a riflettere.

Se i robot fanno cose che possono aiutarci, allora io sono a favore. Se risparmiano la schiena di qualcuno perché una macchina può sostituire un bracciante, finché non tenta di ucciderlo, va tutto bene.

Facciamo ora una previsione di ciò che attende i nostri figli quando dovranno scegliere una specializzazione.

Tra meno di un secolo l’intelligenza artificiale potrebbe essere in grado di formulare pensieri molto complessi tanto che un cervello artificiale potrebbe fare il lavoro ad esempio di un architetto.

I futuristi pensano che sarà in grado di sostituirci anche nelle branche più specialistiche come medicina, legge e ingegneria. 

C’è una cosa che probabilmente ha dell’eccezionale e che accadrà nei prossimi anni. Le macchine diventeranno abbastanza intelligenti da sostituirci anche nei mestieri più intellettuali. Ne ho parlato in questo articolo: I 5 settori a rischio.

In altre parole, siete dei laureati alla Bocconi di Milano di quarta generazione? C’è una novità. Anche se vostra figlia riesce ad entrare alla Bocconi, non è detto che una volta laureata trovi un impiego.

Tra vent’anni, se avremo bisogno di un intervento e arriverà un medico dai capelli grigi, probabilmente diremo: “non voglio farmi toccare da quell’umano, voglio il sistema chirurgico robotico che ha già svolto l’intervento un milione di volte.

E questo si ripeterà in ogni aspetto della nostra vita. Il Mondo sta cambiando più in fretta di quanto ci aspettiamo, prendi in mano la tua vita prima che sia troppo tardi.

Lavorate nella finanza?

Ricordate quella folla di uomini urlanti alla borsa di New York che tentavano di vendere e comprare azioni con in mano un pezzo di carta?

Già adesso avviene tutto in silenzio alla velocità della luce ed è svolto letteralmente da macchine contro altre macchine.

Oggi possiamo affittare un algoritmo con inteligenza artificiale che, a tutte le ore del giorno, monitora i mercati finanziari e piazza operazioni per noi.

Mentre noi possiamo dedicarci alle cose importanti della vita, “lui” gestisce al meglio i nostri investimenti. Rendimento medio? Il 12% al mese. Ne parlo qui: Trading Automatico

L’intelligenza artificiale ha già iniziato la propria marcia per sostituirsi alla forza lavoro.

Ma prima che abbandoni il tuo lavoro per iscriverti a un corso di programmazione online, lascia che ti dica una cosa: l’enorme salto che deve ancora avvenire è quello con cui l’intelligenza artificiale diventerà cosciente di sé.

Solo in quelo momento tutti i singoli aspetti della nostra vita verranno stravolti e noi inizieremo a chiederci seriamente, cosa significa essere umani.

Abbiamo ormai stabilito che l’intelligenza artificiale cambierà il modo in cui passiamo 40 ore alla settimana, sono e saranno tempi duri per la forza lavoro a livello globale.

I bambini ci chiederanno: “Voi lavoravate?”. 

Si, proprio così. Insomma sarà un po’ come ai tempi dei miei genitori, quando si andava a scuola a piedi, solo che diremo: “Ai miei tempi si lavorava”.

E non è tutto. L’intelligenza artificiale potrebbe diventare talmente sofisticata da avvicinarsi molto ad avere tutte le nostre qualità di esseri umani.

Un giorno ci sarà un sistema che abbiamo costruito con le nostre mani che aprirà gli occhi si guarderà intorno e proverà lo stesso fremito che proviamo noi per il fatto di esistere.

Quando accadrà quel momento sarà una vera pietra miliare nella storia umana.

Coscienza artificiale

L’intelligenza artificiale sarà mai tanto viva da prendere l’iniziativa e fare qualcosa?

In altre parole, gli scienziati riusciranno mai a fare in modo che l’intelligenza artificiale abbia le idee i pensieri complessi degli esseri umani?

Sembrerebbe di sì. Noi umani definiamo l’autocoscienza come la capacità di immaginare se stessi.

Oggi la maggior parte dei robot non è in grado di farlo, non riesce ad immaginarsi in situazioni future.

Eppure esiste un robot della Columbia University, che in realtà ha una certa consapevolezza di sé. A vederlo non sembra un granché ma in verità è uno dei robot più sofisticati del pianeta.

Hod Lipson, associate professor of mechanical and aerospace engineering, in his Upson Hall with a robot.

Questo robot utilizza tutti i sensi possibili, è un robot che impara un po’ come un neonato prova sensazioni. Ad esempio sente se si sta muovendo, non capta solo il mondo ma anche se stesso e sta tentando di produrre un’immagine di sé fedele alla realtà.

Riproduce nel suo “cervello” un’immagine di sé molto semplice, tanto che possiamo disegnarla.

Durante gli esperimenti i suoi creatori gli hanno fatto un gesto crudele, hanno mozzato un braccio al robot per vedere cosa succedeva.

Nel giro di un giorno anche l’immagine di sé del robot ha perso un braccio e ha iniziato a zoppicare. Incredibile. Come possiamo descrivere l’ìndescrivibile? E in Italia ancora parliamo di pensione?! Leggi il mio articolo più letto: Ecco perchè dovremmo dire addio alla pensione.

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I Qualia

L’intelligenza artificiale sta iniziando ad avere quelli che chiamiamo “QUALIA”. Praticamente le nozioni di base del mondo per le quali non abbiamo un nome. 

Pensateci un attimo, il gusto del cioccolato o l’odore dell’oceano sono cose molto difficili da descrivere accuratamente a parole.

Anche i computer le hanno, possono essere dotati di sensori con modalità che vanno oltre ai nostri cinque sensi, quindi potrebbero avere delle nozioni del mondo per le quali non abbiamo un nome.

E’ una pillola amara da ingoiare, i computer potrebbero essere in grado di pensare a se stessi proprio come noi, ma c’è una qualità alla quale spesso abbiamo pensato come all’ultima abilità sulla quale noi umani abbiamo il monopolio esclusivo, il modo in cui io mi guadagno da vivere: la creatività.

Computer creativi?

Se i computer potessero creare, cosa significherebbe per l’umanità? Quando le macchine inizieranno a fare cose che consideriamo talenti esclusivi degli artisti, allora saremo davvero nei guai.

O lo siamo già! Ecco come i robot faranna sparire le professionni tradizionali.

Vi presento il cugino del robot auto cosciente, il robot artista e questo artista vuole che entriate nel suo atelier per vedere le sue opere.

Questo robot originale in pratica funziona così, tenta di capire come organizzare le pennellate sulla tela in modo da riprodurre ciò che vede, la fase successiva sarà avere un computer che sceglie da solo cosa dipingere.

I robot conoscono il mondo tramite internet, un robot può viaggiare, può usare street view per visitare dei luoghi, nel giro di pochi secondi può vedere oceani, montagne, alcuni dei dipinti realizzati dal robot “pittore” sono interpretazioni di fotografie che ha “visto”.

Potrebbe voler dipingere un gatto che non ha mai visto attenendosi a come pensa sia fatto un gatto in base alle proprie percezioni.

Una cosa e tentare di far dipingere una macchina un’altra è tentare di rendere quella macchina creativa, farla dipingere in modo creativo.

Credo che in fondo niente ci renda unici come umani, tutte le capacità che abbiamo possono essere ricondotte alla fisica, alla biologia, alla chimica e se qualcuno volesse davvero riprodurre quella capacità in un sistema artificiale, bhe sarebbe possibile.

E se diventano più creativi di noi? Gettiamo la spugna, abbiamo perso.

I robot potranno prendersi il Pianeta.

Qualunque cosa facciamo non riusciremo a mantenere la supremazia sull’intelligenza artificiale molto lungo, già guadagna terreno e in un futuro remoto ci supererà alla velocità della luce.

I futuristi hanno dato un nome al momento in cui le macchine super intelligenti diventeranno la razza Alpha del Pianeta e inizieranno a eludere il nostro controllo, Singolarità.

La singolarità è vicina, sfruttiamola a nostro vantaggio

Lo scenario presentato è quanto incredibile quanto spaventoso.

Ogni cambiamento porta con se grandi opportunità per chi le sa cogliere.

Si, oggi possiamo sfruttare l’innovazione a nostro vantaggio per creare rendite indipendenti dal nostro tempo. Possiamo crearci un piano B, un piano C e perchè no anche un piano D.

Anche se un robot ci sostituirà nel nostro posto di lavoro ma da oggi crei solide basi e piani alternativi, sarai capace di dare un futuro più che roseo a te e alla tua famiglia.

Oggi grazie ad internet puoi sfruttare il business delle affiliazioni, oppure l’evergreen del network marketing.

Se hai competenze e passioni puoi creare rendite con la prima piattaforma di Social Company del Mondo oppure generare rendite tramite il trading con sistemi automatici (dotati di intelligenza artificiale, appunto) che generano profitti al posto tuo.

Insomma. Non esiste vento sfavorevole per il marinaio che sa dove andare!

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